Avvocato Droga Roma

Tutto ció che c’é da sapere sui reati di consumo e spaccio

Avvocato Droga RomaAttualmente la materia è sempre disciplinata dal DPR 309/90, ma la normativa è in continua evoluzione soprattutto in seguito alla dichiarazione di incostituzionalità della Fini-Giovanardi che equiparava droghe leggere e droghe pesanti.

Ad oggi l’utilizzo, la detenzione e lo spaccio di droghe sono regolate in relazione alla pena da applicare dalla normativa precedente, la Jervolino – Vassalli che punisce la detenzione e lo spaccio di droghe cosiddette leggere con una pena che va dai 2 ai 6 anni, mentre per le droghe cosiddette pesanti la pena va dagli 8 ai 20 anni.

DOSE MEDIA DETENIBILE: Consumo e Spaccio
La tabella, redatta da una commissione ministeriale composta da 11 esperti, stabilisce in particolare la quantità massima detenibile di sostanza, calcolata sulla dose media singola (dms), cioè sulla quantità di principio attivo per singola assunzione idonea a produrre in un soggetto già tollerante e dipendente un effetto stupefacente o psicotropo. La quantità massima detenibile (qmd), calcolata in milligrammi di principio attivo ed il corrispondente numero di dosi/assunzioni, varia così da sostanza a sostanza. Per l’eroina, infatti, la qmd è di 250 mg di principio attivo, pari a 10 dosi; per la cocaina è di 750 mg, pari a cinque dosi, mentre per la cannabis è di 500 mg, pari a 15-20 spinelli. La soglia che distingue il consumo personale dallo spaccio riguarda ovviamente tutte le droghe in circolazione in Italia. Per l’ecstasy la qmd, sempre in termini di principio attivo, è di 750 mg, pari a cinque compresse; per l’anfetamina è di 500 mg corrispondenti a cinque dosi, mentre per Lsd si parla di tre “francobolli”, contenenti lo 0,15 di principio attivo come qmd.

In base alle nuove norme sulla droga, pertanto, chi viene trovato in possesso di una quantità di sostanze che non supera i livelli indicati dalla tabella ministeriale è passibile unicamente di sanzioni amministrative, che possono andare dal ritiro della patente a quello del passaporto al fermo amministrativo del ciclomotore. Il discorso cambia qualora dalla detenzione si “ricada” nello spaccio per il quale si applicano le pene su menzionate.

Qualora il fatto sia di lieve entità, Con l’art. 2 comma 1. lett. a) del d.l. 146/2013 il legislatore ha disposto la sostituzione dell’art. 73, comma 5, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 con il seguente comma: “5. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commette uno dei fatti previsti dal presente articolo che, per i mezzi, la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità, è punito con le pene della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000.” La disciplina della c.d. ipotesi di lieve entità è stata quindi novellata non solo attraverso la riduzione del massimo pena detentiva edittale, portata da sei a cinque anni di reclusione, ma anche attraverso quella modifica che, già da una prima lettura, delinea una autonoma ipotesi di reato e non più una circostanza attenuante.
Lo Studio Legale Moscato presta assistenza legale al fine di risolvere il caso concreto con professionalità e conoscenza della materia, con esperienza specifica nel settore legge stupefacenti, nel traffico di droga sia in relazione alla spesso contestata associazione a delinquere, sia in relazione a casi di più lieve entita.


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